Una donna ad “Hortus vini”

Una donna ad “Hortus vini”

Con mia moglie ed un amico in un giorno di giugno ci ritroviamo ad una bella manifestazione all’aperto dedicata al vino presso l’orto botanico di Roma organizzata da Luca Maroni, esperto e rinomato critico enologo, una manifestazione dedicata ai vini italiani.

Una serata piacevole in cui abbiamo avuto modo di conoscere Luca Maroni (una bella foto da mettere nel nostro archivio e da poter pubblicare!) e di poter degustare e conoscere degli ottimi vini.

Tra i primi stand mia moglie mi consiglia un vino già provato da lei, un vino della Calabria “Donna Giovanna 2017” della “Tenuta Iuzzolini”.
Avendo gusti diversi ero scettico, ma questa è stata una delle rare volte che mi sono ricreduto.

Chi ce lo serve ci da due informazioni sul prodotto:

  • Un bianco da uve Greco da vendemmia tardiva e quindi surmature.
  • Fermentazione in barriques (botti piccole) nuove di rovere francese per circa sei mesi.
  • Grado alcolico 14%.
  • Eccellente come aperitivo si sposa bene con piatti di pesce, crostacei e molluschi.

Considerato da molti uno dei vini bianchi migliori d’Italia, può rimanere nella vostra cantina per 2-3 anni, a proposito… Seguiteci e vi spiegheremo come conservare una bottiglia nel miglior modo.
Nel calice mi versano un vino di colore giallo paglierino, con riflessi verdognoli.
Al naso ho provato sentori floreali e delicati con note aromatiche che rimandano a frutta a polpa gialla matura come pesche e albicocche, molto piacevoli.
Al primo sorso sento un vino di buon corpo, setoso, piacevolmente fruttato con agrumi, forse anche frutto della passione, ananas, miele, polvere di caffè e cacao.
Finale lungo e piacevole.

Il nostro errare tra i banchi di degustazione è continuato e abbiamo fatto nuove scoperte …
Il mio amico ne è uscito brillo, in seguito mi ha raccontato che è stato più di un ora in macchina a farsi un pisolino.

Ritornando al nostro vino lo consiglio per una piacevole serata estiva con gli amici, con un discreto rapporto qualità/prezzo, fermo restando che de degustibus…”

Francesco